DL Sostegni-bis: prorogato il “Patrimonio Destinato” a sostegno dell’economia

Il decreto Sostegni-bis, ancora solo in bozza, ma di prossima pubblicazione, prevede, tra le altre misure, la proroga al 31 dicembre 2021 della piena operatività delle misure previste dal cosiddetto Patrimonio Destinato, al fine di sostenere la patrimonializzazione delle imprese più rilevanti per il paese.

La misura in questione, il Patrimonio Destinato, è figlia del contesto pandemico: prevista dall’articolo 27 del DL 34/2020, il cosiddetto decreto Rilancio, ha trovato l’operatività solo con il Decreto Ministeriale numero 26 del 3 febbraio 2021 del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), che ha definito i requisiti e le condizioni di accesso, i criteri e le modalità degli investimenti.

Il Patrimonio Destinato, abbastanza trascurato anche dalla stampa specializzata, non è una misura di poco conto: è un fondo pubblico con una consistenza di 44 miliardi di euro, la cui gestione è stata affidata a Cassa depositi e prestiti con la finalità di sostenere la tenuta del sistema produttivo nazionale.

Il fondo potrà investire in società per azioni, anche quotate, con sede in Italia e con fatturato superiore a 50 milioni di euro di rilevanza nazionale, che non operino nei settore bancario o assicurativo o finanziario, e che presentino un disequilibrio economico-finanziario tale da mettere a rischio la loro continuità aziendale; purché questa situazione si sia manifestata dopo il 31 dicembre 2019, quindi in conseguenza del contesto epidemiologico.

Gli interventi previsti sono di carattere patrimoniale, al fine di ripristinare la continuità aziendale dell’impresa in difficoltà, e sono di entità rilevante: gli interventi partono da un minimo di 1 milione di euro, deliberati ordinariamente dal fondo, mentre per quelli che superano la soglia dei 250 milioni servirà l’autorizzazione dell’Unione Europea.

Gli aiuti concessi consistono fondamentalmente in aumenti di capitale o prestiti obbligazionari (a seconda dei casi anche convertibili) e si configurano in due linee di intervento: nei limiti del minimo intervento necessario per garantire la continuità aziendale, gli aiuti potranno essere erogati a condizioni agevolate, come aiuti di Stato straordinari che hanno come base giuridica il Temporary Framework, quel sistema temporaneo d’aiuti di Stato previsto dall’Unione Europea per supportare la tenuta del sistema economico europeo nel contesto dell’emergenza epidemiologica; oltre il limite del minimo necessario, il fondo potrà erogare, alle medesime imprese, anche ulteriori risorse ma a condizioni di mercato.